Clodovaldo Ruffato

Presidente del Consiglio regionale del Veneto

Ringrazio tutti i veneti che hanno partecipato e contribuito a celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia e a far diventare il 17 marzo, in forza della sopraggiunta decisione del Consiglio dei ministri, la Giornata dell'anniversario dell'Unità d'Italia. 
Come presidente del Consiglio regionale, istituzione che si è assunta l’onore e l’onere di fare da capofila in Veneto nelle iniziative regionali per i 150 anni dell’Unità italiana, posso dirmi orgoglioso e grato del cammino compiuto. Orgoglioso perché abbiamo dovuto vincere resistenze e scetticismo, e scommettere su un popolo che si diceva indifferente, se non ostile, a sentirsi parte di una nazione. Grato della risposta dei veneti.
Nell’album di emozioni e di immagini raccolte in questi mesi, ritroviamo l’orgoglio, la tenacia, la concretezza, la laboriosità di un popolo che ha saputo dare un contributo importante all’unità, al benessere economico e sociale del nostro Paese. Grazie quindi al Veneto dei sindaci, dell’impresa e del lavoro, della cultura e del volontariato. Un grazie speciale al mondo della scuola, a tutti quei presidi, insegnanti, e personale non docente, che con pochi mezzi ma con tanta passione, hanno saputo offrire ai ragazzi l’opportunità di sfogliare la nostra storia, di riscoprire persone e vicende che hanno reso possible l’Italia di oggi, di sentirsi una parte importante di un grande Paese. E grazie ai bambini, ai ragazzi, ai giovani, di ogni scuola e grado, per aver portato spontaneità, freschezza, allegria e speranza in tante manifestazioni: interpreto la loro partecipazione attiva e coinvolgente come un ulteriore richiamo alla responsabilità di noi adulti di consegnare loro un futuro meno incerto e precario del presente.
Nelle centinaia di manifestazioni che hanno coinvolto l’intero Veneto, abbiamo avuto modo di rileggere pagine di storia che avevamo dimenticato, episodi e gesta che hanno contribuito a costruire la coscienza di un popolo, a consolidare esperienze e a creare le condizioni per far nascere e crescere la democrazia.
Il drammatico acuirsi della crisi economica ha per certi versi ancor più evidenziato l’importanza e l’urgenza di uno sforzo di unità e di coesione.
 

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Concluse le iniziative promosse dal Consiglio regionale per le celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia

La rievocazione a Vittorio Veneto della grande battaglia sul Piave che pose fine alla Grande Guerra e concluse il processo unitario del Risorgimento, il reading musicale in “prima” assoluta al teatro Sociale di Rovigo che fa rivivere protagonisti e gesta dei moti carbonari del primo Ottocento, i migliori lavori realizzati dai ragazzi delle scuole venete e premiati in Fiera a Padova per il concorso sui 150 anni dell’unità d’Italia e la mostra a palazzo Ferro-Fini su volti e luoghi del 1848-49 a Venezia e nel Veneto: sono gli eventi ‘clou’ che hanno caratterizzato il calendario di manifestazioni promosse dal Consiglio regionale per l’anniversario della nascita dello Stato italiano. Tra le iniziative di maggior rilievo, la mostra “La differenza repubblicana. Volti e luoghi del 1848-49 a Venezia e nel Veneto”, organizzata dal Consiglio regionale del Veneto a palazzo Ferro-Fini, curata dallo storico Mario Isnenghi, e che dal 28 ottobre al 7 gennaio ha trasformato la sede dell'assemblea consiliare in un luogo di dialogo e confronto con i cittadini. In quattro sezioni dal piano terra al piano nobile della sede consiliare, il percorso storico ha messo a fuoco - attraverso quasi duecento oggetti tra bandiere e quadri, busti e divise, armi e tamburi, manifesti e proclami – “volti e i luoghi del 1848-49 a Venezia e nel Veneto” e la specificità della “differenza repubblicana” che caratterizzò quel movimento di popolo che diede vita all'epica e tragica esperienza della liberazione dagli austriaci e dell'autogoverno di Venezia, quasi un'anteprima della futura indipendenza nazionale. A 'raccontare' un 1848 lungo un anno e mezzo sono stati la scrivania e gli occhiali di Daniele Manin, il tozzo di pane dell’assedio di Venezia, le bretelle insanguinate di Ciceruacchio, il capopopolo romano accorso con i garibaldini in soccorso della repubblica veneta e fucilato dagli austriaci sul delta del Po. La mostra ha dato vita ai volti e alle imprese dei protagonisti, uomini e donne che guidarono l'insurrezione popolare a Venezia e nelle altre città venete dell’entroterra, proponendo i canti e le musiche di allora, i quadri dei pittori-soldato che, come autentici cronisti con il pennello, hanno immortalato le storiche giornate della proclamazione della Repubblica, del governo di Manin e poi dell'assedio e della resa finale. Quadri di Ippolito Caffi, Luigi Querena, Vincenzo Giacomelli, Giovan Battista Dalla Libera, Giacomo Casa, moderni eredi del vedutismo veneziano, che hanno restituito intatte - meglio di una sequenza di fotogrammi - le speranze, le emozioni, gli ideali e le paure di quei mesi di grande rivolgimento di popolo.

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