La rievocazione a Vittorio Veneto della grande battaglia sul Piave che pose fine alla Grande Guerra e concluse il processo unitario del Risorgimento, il reading musicale in “prima” assoluta al teatro Sociale di Rovigo che fa rivivere protagonisti e gesta dei moti carbonari del primo Ottocento, i migliori lavori realizzati dai ragazzi delle scuole venete e premiati in Fiera a Padova per il concorso sui 150 anni dell’unità d’Italia e la mostra a palazzo Ferro-Fini su volti e luoghi del 1848-49 a Venezia e nel Veneto: sono gli eventi ‘clou’ che hanno caratterizzato il calendario di manifestazioni promosse dal Consiglio regionale per l’anniversario della nascita dello Stato italiano. Tra le iniziative di maggior rilievo, la mostra “La differenza repubblicana. Volti e luoghi del 1848-49 a Venezia e nel Veneto”, organizzata dal Consiglio regionale del Veneto a palazzo Ferro-Fini, curata dallo storico Mario Isnenghi, e che dal 28 ottobre al 7 gennaio ha trasformato la sede dell'assemblea consiliare in un luogo di dialogo e confronto con i cittadini. In quattro sezioni dal piano terra al piano nobile della sede consiliare, il percorso storico ha messo a fuoco - attraverso quasi duecento oggetti tra bandiere e quadri, busti e divise, armi e tamburi, manifesti e proclami – “volti e i luoghi del 1848-49 a Venezia e nel Veneto” e la specificità della “differenza repubblicana” che caratterizzò quel movimento di popolo che diede vita all'epica e tragica esperienza della liberazione dagli austriaci e dell'autogoverno di Venezia, quasi un'anteprima della futura indipendenza nazionale. A 'raccontare' un 1848 lungo un anno e mezzo sono stati la scrivania e gli occhiali di Daniele Manin, il tozzo di pane dell’assedio di Venezia, le bretelle insanguinate di Ciceruacchio, il capopopolo romano accorso con i garibaldini in soccorso della repubblica veneta e fucilato dagli austriaci sul delta del Po. La mostra ha dato vita ai volti e alle imprese dei protagonisti, uomini e donne che guidarono l'insurrezione popolare a Venezia e nelle altre città venete dell’entroterra, proponendo i canti e le musiche di allora, i quadri dei pittori-soldato che, come autentici cronisti con il pennello, hanno immortalato le storiche giornate della proclamazione della Repubblica, del governo di Manin e poi dell'assedio e della resa finale. Quadri di Ippolito Caffi, Luigi Querena, Vincenzo Giacomelli, Giovan Battista Dalla Libera, Giacomo Casa, moderni eredi del vedutismo veneziano, che hanno restituito intatte - meglio di una sequenza di fotogrammi - le speranze, le emozioni, gli ideali e le paure di quei mesi di grande rivolgimento di popolo.
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